Inter Club Seveso San Pietro Nerazzurra


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la carica dei 1000 cuori

19 Novembre - 12:47

MILANO - La carica dei mille: una storia di passione, neanche a dirlo, nerazzurra. Protagonisti gli Inter Club, che proprio in questo mese di novembre hanno superato quota mille, per l'esattezza 1.027. Un numero che scalda il cuore e testimonia l'incredibile successo di una realtà che poco più di due mesi fa, il 10 settembre 2010, ha festeggiato i 50 anni di vita e che non smette mai di stupire con le sue attività, il suo fervore e, ovviamente, il suo indiscutibile amore per il mondo a tinte nerazzurre.

L'Inter, già alla fine degli anni '50, era seguita da un numero considerevole di tifosi. Allora l'amore per i colori sociali non sfuggì al presidente Angelo Moratti che, pensando di costituire un organismo che raggruppasse tutti i tifosi nerazzurri, accennò l'idea ai suoi collaboratori e a Helenio Herrera, che aveva già vissuto l'esperienza dell'associazionismo con il Barcellona. Da quel momento in avanti l'Inter, ricca di tifosi sparsi nella nostra penisola, in Europa e nel mondo, si prefisse di organizzare queste forze sane ed entusiaste per supportare i colori della squadra con ogni forma e mezzo e per rappresentare un decisivo elemento di sostegno. Da ciò scaturì l'iniziativa di creare e potenziare ovunque possibile gli Inter club che, composti da super tifosi nerazzurri, costituivano la forza vera, pura e leale, per la tutela, la difesa e la custodia dei valori sportivi e morali di F.C. Internazionale.

Nel corso di 50 anni di storia i club sono cresciuti, aumentati a dismisura, disseminati un po' ovunque, fino a sorpassare oggi il migliaio, per un totale di soci impressionante: 113.263, di cui 12.209 junior, ovvero under 14. Un dato che riguarda l'Italia e l'estero, perché gli Inter Club sono sparsi in cinque continenti, 30 nazioni, dalla Cina alla Repubblica Dominicana, dal Giappone a Malta, dal Camerun all'Australia. Proprio australiano è l'Inter Club più lontano da Milano che ci sia al mondo, quello di Sydney, ad oltre 17.000 chilometri di distanza, che in nome dei colori nerazzurri per magia sembrano quasi annullarsi.

Insomma, ciò di cui parliamo è una fitta rete di amore per l'Inter in terra straniera, per un totale di 63 Inter Club oltreconfine. Perché il desiderio di aggregazione nerazzurra non può certo avere limiti territoriali: l'Inter è una famiglia, unita da un amore per natura superiore a ogni confine e diversità linguistica o culturale. Anzi, proprio di queste diversità si nutre da sempre.

L'amore per i colori nerazzurri è un qualcosa che va al di là, come le parole di Bedy Moratti, da ottobre di quest'anno Presidente Onorario del Centro Coordinamento Inter Club, spiegano alla perfezione: "Il desiderio di stare insieme, di far parte della stessa famiglia nerazzurra, è l'elemento che unisce in tutto il mondo gli Inter Club. Per me che vivo la famiglia nerazzurra anche come la mia famiglia, è un'emozione davvero forte trovare dovunque vada una carica così positiva di affetto".

Il piacere dello stare insieme in nome di stessi ideali, il piacere di incontrarsi: un qualcosa che non manca mai alla realtà degli Inter Club, neanche oggi che le tecnologie moderne offrono tutto per potersi sentire vicini anche a chilometri e chilometri di distanza. I soci non smettono lo stesso di aggregarsi, di organizzare eventi, incontri: perché a dominare è sempre il contatto umano. "Il fatto di essere vicini, di stare insieme, anche al di là di quello che offrono le tecnologie odierne - spiega la signora Bedy -, è un elemento molto forte e probabilmente è per questo che i club crescono numericamente di anno in anno, cosa che succede da sempre, indipendentemente dai risultati".

Tutto questo è amore per l'Inter, ma anche - più in generale - per la vita, per le persone, per lo stare insieme, in nome di stesse passioni ma non solo. Tanto che, da sempre, ad animare le attività degli Inter Club non è mai mancata una spinta solidale, che ha fatto sì che negli anni venissero più volte portati avanti progetti di beneficenza e di soccorso. Legati non solo a fondazioni vicine alla realtà Inter come possono essere la Pupi di Javier Zanetti, Colombia te quiero ver di Ivan Ramiro Cordoba, CapirsiDown di Paolo Orlandoni o la Fondazione Giacinto Facchetti per lo studio e la cura dei tumori, ma anche a esigenze del territorio in cui gli Inter Club sorgono. Esigenze che possono essere quelle delle quotidianità ma anche quelle legate ad eventi drammatici che richiedono ancor più del normale l'aiuto di tutti: un esempio la raccolta fondi che subito è stata organizzata e poi portata avanti con estremo successo in occasione del terribile sisma che il 6 aprile 2009 ha colpito l'Abruzzo.
Una solidarietà possibile attraverso l'immensa generosità delle persone, ma anche grazie ai grandi stimoli che sono in grado di suscitare i campioni e i simboli nerazzurri, come accade per esempio ogniqualvolta viene organizzata una serata di "Wivi l'Inter" in giro per l'Italia o anche come sta avvenendo proprio in queste settimane in occasione dell'iniziativa "In viaggio con la Champions per Inter Campus con l'Unicef", con la coppa dalle grandi orecchie a mettersi in posa insieme ai tifosi di tutta Italia, a farsi fotografare e a regalare un sorriso, ai tifosi e non solo. Già otto le tappe tra Piemonte, Liguria, Toscana, Marche e Abruzzo, con l'Umbria che sarà raggiunta proprio a fine mese. Incredibile il successo di pubblico e anche la generosità, che sta portando - passo passo - ad un ricavato davvero consistente, che alla fine sarà devoluto ai progetti di protezione dei bambini che il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia realizza nei Paesi dove è già attiva F.C. Internazionale con il suo programma di intervento sociale e sportivo non agonistico. Gli Inter Club sono anche questo: una forma d'amore per il prossimo, un abbraccio. Non solo tra il nero e l'azzurro.

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