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INTER CLUB: A LUCIO IN "PIRATA D'ORO"

Lunedì, 23 Aprile 2012 10:27


CESANO MADERNO (MB) - Settimana scorsa, presso il Ristorante "Il Fauno" di Cesano Maderno, è stato consegnato a Lucio il 'Pirata d'Oro 2012'. Il premio, giunto alla sua ventitreesima edizione, viene solitamente attribuito dai soci dell'Inter Club S.Pietro Nerazzurro di Seveso, dedicato a Giancarlo Bellotti, suo storico presidente, al miglior giocatore nerazzurro della stagione precedente. È chiamato così perché Giampiero Marini, al quale il sodalizio è stato intitolato in origine, era soprannominato il "Pirata" e consiste in una scultura in oro del logo del club, dell'altezza di circa venti centimetri, appoggiato su di un basamento in marmo.La grossa novità introdotta in questa edizione dal sodalizio diretto da Franca Pogliani è stata l'istituzione del primo "Pirata d'Argento", come riconoscimento per un giovane che si è particolarmente distinto per potenzialità nella stagione in corso. La decisione presa dal consiglio direttivo del club di Seveso giunge tra l'altro a sancire un lungo periodo particolarmente felice per l'intero movimento del settore giovanile di FC Internazionale con la ciliegina sulla torta costitiuita dalla conquista il mese scorso della Next Gen, la cosiddetta 'Champions League dei giovani'. Il giovane che ha timbrato per primo il nuovo albo d'oro è stato Joel Obi.Sia Lucio che Obi si sono concessi con grande disponibilità ai cacciatori di autografi e foto ricordo e, dopo i ringraziamenti di rito ai circa 100 tifosi presenti, hanno espresso grande soddisfazione per il riconoscimento assegnato promettendo il massimo impegno per chiudere al meglio la stagione e regalare qualche altra soddisfazione a tutti gli interisti che con tanto entusiamo e passione sostengono sempre la squadra.A portare il saluto del Centro Coordinamento Inter Club è intervenuto il suo direttore responsabile Fausto Sala, accompagnato dal coordinatore della provincia di Milano Nord Giovanbattista Giuffrida.Al termine della manifestazione è stata effettuata una ricca estrazione a premi il cui ricavato sarà interamente devoluto a "Rete Speranza", associazione di ispirazione cristiana, libera, autonoma e aperta a tutti sorta per aiutare i minori del Brasile promuovendo l'adozione internazionale e favorendo il sostegno a distanza.

Un ringraziamento a Photocenter2 di Seveso per le foto a corredo del servizio.


Ecco l'Albo d'oro del premio
:
anno 1986 Giuseppe Baresi
anno 1987 Walter Zenga
anno 1988 Riccardo Ferri
anno 1989 Andreas Bremhe
anno 1990 Giuseppe Bergomi
anno 1991 Lothar Matthäus
anno 1992 Davide Fontolan
anno 1993 Ruben Sosa
anno 1994 Nicola Berti
anno 1995 Gianluca Pagliuca
anno 1996 Javier Zanetti
anno 1997 Youri Djorkaeff
anno 1998 Ronaldo
anno 1999 Benoit Cauet
anno 2000 Laurent Blanc
anno 2001 avv. Giuseppe Prisco
anno 2002 Christian Vieri
anno 2003 Emre Belozoglu
anno 2004 Adriano
anno 2005 Esteban Cambiasso
anno 2010 Julio Cesar
anno 2011 Ivan Ramiro Cordoba
anno 2012 Lucio

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Paola Pigni: "Io, per Giacinto..."

Giovedì, 07 Luglio 2011


MILANO - La corsa ha sempre fatto parte della sua vita e in questi giorni Paola Pigni ha deciso di correre accanto all'Inter e per Giacinto Facchetti.
Ecco perchè la pluricampionessa mondiale, sul solo fronte nazionale ha vinto 13 titoli italiani assoluti, colei che nel 1969 stabilì a Milano il record del mondo dei 1500m, che nello stesso anno conquistò la medaglia di bronzo nelle Olimpiadi di Atene e nel 1972 ottenne lo stesso riconoscimento negli Europei di Monaco (qualche mese prima aveva stabilito a Formia il primato del mondo nei 3000m per poi farlo nel 1973 a Viareggio nel Miglio) ha deciso di scrivere una lettera al presidente Massimo Moratti nel nome di Giacinto, lettera che www.inter.it riporta integralmente.

Gentilissimo Presidente Moratti,

Le scrivo questa mia lettera, non con la penna della tifosa nerazzurra, ma con le emozioni dell'atleta che ha indossato, con infinito orgoglio la maglia della nostra Nazionale.

Avrei voluto accettare con silenzio l'incredibile turbinio di parole che hanno coinvolto il nome di uno dei più grandi esempi dello sport italiano: Giacinto Facchetti. Ma, giorno dopo giorno, la mia indignazione è cresciuta in modo così esponenziale da non riuscire più a tacere.

Ho avuto il grande onore di conoscere personalmente Giacinto Facchetti in occasione di premiazioni, convegni, meeting e, ogni volta, sono stata travolta dalla sua incredibile capacità di porsi agli altri con una gentilezza e disponibilità arricchite dalla sua profonda cultura di uomo di sport.

La storia dello sport italiano parla per Giacinto Facchetti, parla del suo coraggio, della sua bravura, del suo essere protagonista mondiale del gioco del calcio con una correttezza quasi sovraumana. La storia dello sport italiano parla della sua lealtà, della sua onestà, del suo essere esempio di quei valori morali che contraddistinguono pochissimi uomini. E questa storia deve essere per tutti una sentenza inappelabile, indiscutibile, scritta con parole di fuoco innegabili ed incontestabili, tali da diventare una voce comune e forte che si alza, non per difendere chi non deve essere difeso, ma per permettere di parlare a chi parlare non può più.

Presidente, non mai ricordare a Lei le vittorie, i premi, i riconoscimenti e il palmares del grande "terzino dell'Inter", voglio solo, come vecchia capitana della nazionale femminile di atletica leggera, riportare alla memoria le gesta e la vita esemplare del prodigioso e valoroso capitano della nazionale di calcio italiana: Giacinto Facchetti, pregando tutti di agire oggi, con quella dignità e rispetto che lui ha sempre avuto. Con profondo orgoglio sento, grazie a quella maglia che è simbolo di tutti gli atleti che hanno avuto il grande onore di una convocazione in Nazionale, forte la fratellanza con Giacinto Facchetti e, con profonda indignazione, vedo gettare ombre su tanta luce senza che, chi ne è colpito possa far conoscere la sua verità.

Nel salutarLa con grande stima La prego di voler rivolgere alla Famiglia Facchetti il mio profondo senso di solidarietà per questi momenti che sono così ingiustamente costretti a vivere.

Cordialmente,
Paola Pigni


Ufficio Stampa


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Leonardo: "Moratti, come un padre per me"

Giovedì, 07 Luglio 2011 17:39:51

MILANO - "Moratti mi ha trattato come se per lui fossi un figlio. Con me si è comportato davvero da padre", parole di Leonardo, che - dopo la risoluzione amichevole del rapporto che lo legava al club nerazzurro e un periodo di riposo - si trova in questi giorni a Milano e si è presentato alla stampa nella sala conferenze dello stadio "Giuseppe Meazza".

"Per tutto quello che è successo nell'ultimo mese, mi sembrava giusto parlarvi un po', raccontarvi", dice l'ex allenatore nerazzurro rivolgendosi ai giornalisti. "È stato un mese per me agitato, in realtà sono stati due anni agitati, ma ancor di più quest'ultimo mese. Conquistata la Coppa Italia, sono stato molto felice del trofeo conquistato, il mio primo trofeo: avevo già organizzato la mia vita, dopo le vacanze sarei dovuto ritornare a lavorare per l'inizio della nuova stagione. E invece... C'è stato un invito del Paris Saint Germain a inizio giugno, un invito per farmi conoscere un possibile progetto. In principio ho detto di no, poi però c'è stata un'insistenza da parte loro. Allora ho parlato con il mio presidente, con il presidente Moratti, di quello che poteva essere un progetto. Parlando con lui, con cui ho un rapporto straordinario, gli ho raccontato di questo invito. Sono quindi andato a Doha, dove si è aperta una possibilità. Io ho detto che per me andare via dall'Inter sarebbe stato impossibile. Ho raccontato di nuovo il tutto al mio presidente: lui mi ha visto come un figlio e mi ha trattato come un padre, per come mi conosce, e mi ha detto che era una cosa bella quella che mi stava accadendo. Il presidente ha cercato di non bloccarmi, di non chiudermi una porta. Sono stato trattato davvero con un figlio e i suoi figli, Carlotta e Mao, mi hanno detto che così lui tratta loro, lasciandoli liberi, non chiudendo mai loro le porte. Per me il presidente Moratti è un esempio".

"È poi venuta fuori sui giornali - ha aggiunto Leonardo - la chiamata all'agente di Bielsa, è quindi scattata una situazione complicata. Ma io non avevo mai trattato con il PSG fino a tre giorni fa e io sono comunque sempre stato a disposizione dell'Inter. Nella testa delle persone sembrava però che questo fosse impossibile. È quindi scattata un'incomprensione esterna, anche se non c'è mai stata la situazione del 'lasciare per...'. Così, piano piano, siamo arrivati fino a Gasperini, ma vi posso assicurare che non era per esempio vero che erano stati contattati tanti allenatori. Io comunque non ho ancora firmato niente con nessuno, ho solo fatto una riunione due giorni fa. Adesso vedrò cosa succederà .Il PSG oggi è un qualcosa di possibile, ma non so ancora come finirà la cosa".

"Mi dispiace molto - ha poi chiuso Leonardo - aver lasciato l'Inter, perché si era creato un qualcosa, parlo di quello che si era creato con le persone dell'Inter, con il presidente. Ma le cose capitano, succedono. E all'Inter auguro e augurerò sempre il meglio. E vi dico una cosa, Gasperini troverà una squadra di gente che ha voglia di fare bene e di lottare. Una grande squadra, con un grande presidente".


Ufficio Stampa

Gigi Riva (F.I.G.C.):
"Giacinto pulito"

Martedì, 05 Luglio 2011


ROMA - (ANSA) Giù le mani da Facchetti. E d'altra parte, come si può toccare un "angelo"? È un rombo di tuono quello di Gigi Riva, capocannoniere azzurro di tutti i tempi e compagno di squadra di tanti giorni in nazionale. "Ho vissuto con Facchetti cento e piu' partite in azzurro, io attaccante e lui capitano. Giorni belli e meno belli - ricorda al telefono con l'ANSA - ma comunque con una costante: Giacinto era una persona straordinaria, pulita, onesta. Per noi tutti era un esempio, un punto di riferimento costante, era il nostro angelo".

Per questo ora che ha letto le motivazioni di Palazzi che accusano l'Inter e sopratutto il suo presidente di allora di illecito sportivo, Riva ammette: "Mi verrebbe voglia di spaccare tutto, dalla rabbia". "Chiunque abbia conosciuto Facchetti - prosegue l'ex attaccante del Cagliari - sa che era un uomo vero. Non lo vedo nella veste di chi parla con gli arbitri per condizionarli. Tutti quelli che parlano di lui ora farebbero bene e stare zitti, perché Giacinto era un semplice e un onesto e merita rispetto". Non mette in dubbio la relazione del procuratore federale, Riva ma la sua 'ratio' e le conclusioni. "Forse un giorno lo capirò, ma ora davvero non riesco: che senso ha tirar fuori una questione se è prescritta, e tirare in ballo una persona morta, che non può dire la sua?". Non si tratta di una difesa d'ufficio, considerate le storiche battaglie pro Cagliari di Riva. "Il dominio delle grandi squadre c'è sempre stato, è sempre stato così - ricorda - Quando andavamo a giocare in casa della Juve, del Milan, dell'Inter, l'arbitro a noi del Cagliari dava del tu, agli avversari sempre un rispettoso 'lei'. Però alla fine vincevamo noi... ". Immaginare Facchetti che prova a condizionare gli arbitri è esercizio impossibile, per Riva: "Non dico che non telefonasse, é in quegli atti: ma non è possibile che Giacinto lo facesse per condizionarli. Tanti altri ce li vedo, ma lui davvero no - la conclusione -. Ha dedicato una vita allo sport e alla nazionale, e tutti quelli che l'hanno conosciuto sanno chi era Giacinto. Un uomo vero. Sentire certe cose fa davvero rabbia". (ANSA)

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